Riserva Naturale Statale Gola Del Furlo
Provincia di Pesaro e Urbino

Il fiume a ritroso

Il  film girato sul territorio della Riserva Naturale Statale Gola del Furlo, ispirato alle opere salgariane "Il fiume a ritroso", diretto dal fanese Mauro Santini e prodotto dalla Quarto Film, che ha visto il supporto della Riserva Statale della Gola del Furlo- Provincia di Pesaro-Urbino e la collaborazione Marche Film Commission Fondazione Marche Cinema Multimedia sarà proiettato in anteprima mondiale lunedì 12 Novembre al  Museo MAXXI, nell’ambito delle iniziative organizzate dalla Festival Internazionale del Film di Roma.

 

Nove falchi tornano a volare nella Riserva

Ritorno alla libertà per nove rapaci salvati e curati dal Centro recupero animali selvatici (CRAS) della Provincia di Pesaro e Urbino.
Il responsabile del CRAS Lamberto Feduzi, gli Assessori Tarcisio Porto e Massimo Galuzzi, il dirigente Maurizio Bartoli ed il Comandante della Polizia Provinciale sono stati partecipi a questo felice momento.
Il faco pellegrino, il greppio, lo sparviere, l'allocco e le poiane si sono librati in volo seguiti dagli sguardi di chi li ha curati e accuditi e dai presenti all'evento.
Il ritorno alla libertà per i volatili feriti è sempre molto delicato, dopo le cure devono riabituarsi alla vita selvatica.
Buon volo....

In arrivo l'aquilotto del 2011


Aquila del Furlo l’aquila dei primati


Forse il nome che la natura gli ha affibbiato è Elena, perché di questo nome ha tutte le caratteristiche, e nessuno meglio di lei può dirsi figlia del sole e della luce. Ricordo che nel 1975 un guardiacaccia provinciale chiamato Zorro, volpe, (Costantini) parlò di una Aquila femmina che aveva fatto il suo ingresso al Furlo ed era arrivata a coccolare il maschio che era rimasto vedovo.

Zorro annotò tutta la vita dell’Aquila in alcuni quaderni e uno di questi è finito tra le mani di Maurizio Saltarelli. Dopo Zorro, tutti coloro che si sono susseguiti hanno potuto ammirarla e apprezzare la sua straordinaria fertilità.

La nostra Aquila, i cui antenati erano già presenti in loco sin dai tempi dei romani che ne documentarono la presenza, che mai è venuta meno, fu descritta da Costanzo Felici in un rapporto per l’amico Aldobrandini.
L’Aquila non è molto vanitosa, la letteratura parla di Aquile che hanno fino a 17 nidi, ma io non ho notizia di aquile che hanno più di 7 nidi, comunque la nostra possiede 3 nidi quello storico, quello centrale e quello nella Fonte dell’Oro.

Il suo nido storico sfiora gli 8 m  d’altezza contro gli 1,5 di molti nidi d’Aquila presenti altrove; di notevoli dimensioni è anche quello centrale mentre il terzo nido è più piccolo, ma è sito nella faglia della Fonte dell’Oro e ciò per fare onore al suo nome scientifico, Aquila chrysaetos che significa Aquila dorata.

Nella sua carriera di madre, ha deposto le sue uova ogni anno e i pulli sono spesso diventati aquile. Non è dato sapere se la nostra femmina al momento del suo arrivo aveva quattro anni o più, ma una cosa è certa: dopo la perdita del suo compagno, si è trovato un compagno molto più giovane che è arrivato al Furlo 16 anni fa.

La nostra Aquila 6 anni fa, ha corso un brutto momento, ma siamo riusciti a salvarla e io ho avuto la fortuna di raccoglierla e di tenerla tra le braccia.

Quindici giorni fa è stata coperta e attualmente cova nel nido centrale e ciò è un fatto straordinario, perche vuole offrire a tutti la possibilità di ammirarla in uno dei suoi ultimi parti, per cui penso che se il pullo fosse una femmina occorrerebbe chiamarla Gloria, perché grazie ai suoi primati non solo è la gloria del Furlo, ma di tutta la provincia e delle Marche.

Per fare onore al luogo in cui vive la nostra Aquila è riuscita a essere in attività sino a oggi, alla bella età di 37 o 41 anni, candidandosi a essere l’Aquila in libertà più vecchia d’Italia.

Umberto Marini

 
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